domenica 2 novembre 2014

I miei libri

Mi domandi se mi devi mandare i miei libri. Mio caro, per amor di Dio, lasciali dove sono. Non voglio più farmi guidare, spronare, infiammare da libri; il mio cuore divampa già di per sé; io ho bisogno di un canto che mi culli, e l’ho trovato, abbondantemente, nel mio Omero. Quante volte placo il mio sangue agitato… perché non c’è nulla di così mutevole e incostante come il mio cuore. Mio caro, ho bisogno di dire questo a te che hai sopportato così spesso il fastidio di vedermi passare dall’affanno ai più arditi sogni e da una dolce malinconia alla più funesta passione? È vero che io tratto il mio cuore come un bimbo ammalato e tutti i capricci gli sono concessi. Ma non lo dire a nessuno: c’è gente che non me lo perdonerebbe.

fff

(Johann Wolfang von Goethe, I dolori del giovane Werther)

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