sabato 19 luglio 2014

Sulla sua pelle

Sulla sua pelle c'erano i solchi di vite intrecciate, di amori subiti e di speranze invincibili. Guardava, sospesa tra un respiro e l'altro, lo scorrere del mondo. Un divenire impalpabile ed amaro che sembrava non appartenerle più da tempo. Le labbra si piegavano verso il basso bagnandosi di parole mai dette, di grida mute e sorde. Lei era lì, seduta all'ombra, curva e schiva, con le mani poggiate sulla veste lunga fino alle caviglie e credo aspettasse. Si, forse aspettava che il mondo, anche solo per un attimo, smettesse di girare o che il cielo le restituisse gli sguardi persi nel blu delle notti d'Estate. O forse cercava qualcosa, come me. Dovevo prendere l'autobus per tornare verso casa ma la sua visione mi costringeva a rimanere lì, seduta sulla terra di un parco amato e lontano, ancora per un po'. La guardavo, e pensavo alle mie parole. A quelle che un giorno si sarebbero posate sulle mie di labbra, alle confessioni che mi sarei riservata ed a quelle che avrei gridato senza paura. Mi si contorceva lo stomaco e, insieme a questo, i pensieri. Mi saettavano nella mente i volti delle angosce passate e le felicità dei vecchi piaceri, i ricordi lasciati dal tempo a seccare al sole, le delicate pelli chiare ed il dolcissimo sapore delle fragole. Sussurravo, stringendo sempre di più le gambe al petto, le parole desideravo donare al vento: "Lisa trovati, mischiati"- mi ripetevo- "Lisa, lasciati portare via". Quella sera non potevo tornare a casa e non volevo.
La vecchia si stava alzando dalla panchina su cui era seduta ed io, seguendola con lo sguardo, mentre sfuggiva dalla luce dei lampioni,immaginavo la strada che avrebbe percorso, pensavo a cosa avrebbe cucinato, ceravo di sentire il profumo dei dolci sul tavolo della sua cucina. Tentavo di rubare ancora un po' della sua vita. Avevo deciso di camminare e non importava verso cosa ma ogni strada inevitabilmente mi riconduce sempre allo stesso portone. Spesso passo sotto casa sua perché mi sembra che Lei mi appartenga di più, mi sembra che sia più vicina per il solo fatto che sono ai piedi del suo cancello e che lei potrebbe passare di lì molto più probabilmente che in qualsiasi altro posto. Ossessione ? Sì pura ossessione, ma per le mie emozioni: quando le sono accanto, mi sento di più.
E' incredibile come a volte sappiamo essere piccoli. Innocui esserini che si perdono nelle sensazioni e vagano alla ricerca dell'innamoramento. Siamo dediti all'amore e ce ne cibiamo come fosse il nettare di un Dio buono e presente. Ingordi. Insaziabili.
Io ne sono l'autentica prova.


(Ludovica F.)

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