sabato 16 giugno 2012

La fine della letteratura

Niente. Non c’è niente da raccontare. Non si racconta più. Lo stato procede, si ferma, si
corregge secondo la crisi che gli è stata assegnata dall’industria. La crisi delle istituzioni è crisi delle sovrastrutture e delle produzioni. Non c’è proprio niente da raccontare. Non c`è più Madame Bovary. Ci sono le categorie sessuali, i prodotti farmaceutici, letterari, cinematografici, dietetici, comportamentali. obbligativi. Si poterebbe raccontare come mille mogli tradiscono tutti insieme, sopra la stessa biancheria, i loro mariti appesantiti dal lavoro e dall’ingenuità? I giocatori, i ribelli, gli assassini, i pescatori, i ricchi, gli avari, gli incapaci, sono ormai a milioni, tutti uguali nel mondo.

letteratura11

(Paolo Volponi, Le mosche del capitale)

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