domenica 20 maggio 2012

Percy Bysshe Shelley

P. B. Shelley nacque il primo agosto 1792 a Field Place, nel Sussex, da famiglia nobile ed antichissima, Fu educato dapprima a Isleworth, poi a Eton ed infine ad Oxford, da dove fu espulso nel 1811 per la pubblicazione dell’opuscolo “La difesa dell’ateismo”. Si trasferì dunque a Londra, dove, in aperto dissenso col padre, visse un periodo in profonda miseria. Nel settembre dello stesso anno sposò Harriet Westbrook, figlia di un caffettiere, per salvarla dalla tirannia paterna; con lei andò vagabondando per l’Inghilterra e per l’Irlanda (che il poeta sognava di veder risorgere) fino al maggio 1812. Si separò, infatti,  dalla moglie, e fuggì sul continente con Mary Godwin, figlia di William Godwin. Divenuto ormai maggiorenne, e morto il nonno in quel periodo, le sue condizioni finanziarie migliorarono, sebbene egli, per vivere secondo i suoi prìncipi, avesse rinunciato alla successione. Solo nel 1816, quando Harriet si suicidò annegandosi (apparentemente incinta, ma non del poeta), Shelley poté finalmente sposare Mary.

L’11 marzo 1818 partì per sempre dall’Inghilterra, appena terminato a suo sfavore il processo che lo vedeva accusato di ateismo ed immoralità, e che gli sottrasse il possesso e l’educazione dei figli avuti dalla prima moglie. Fino ad allora aveva già composto La Regina Mab (1813), Alastor (1815) e La Rivolta dell’Islam (1817-1818).

 

Dopshelley2o una serie di alti e bassi letterari e personali, nel 1818, rotti tutti i rapporti con la famiglia e in uno stato di salute pessimo, il poeta con il suo seguito (la moglie, i due figli, la cognata Jane e sua figlia Allegra) venne dunque in Italia. Qui, fra Venezia, Napoli, Roma, Firenze e Pisa, visse gli ultimi anni, e compose la maggior parte delle sue opere che, però, non furono tutte pubblicate ed ebbero scarsissimo successo: Giuliano e Maddalo (1818), Prometeo Liberato (1818-19), I cenci (1819), La Maga dell’Altlante (1820), Epipsychidion (1821), Adone (1821), Ellade (1821) e Il trionfo della vita (1822) che fu interrotto dalla morte, avvenuta l’8 luglio 1822, durante una tempesta nella acque di Viareggio. Fu cremato sulla spiaggia, e le ceneri hanno ancora oggi riposo nel cimitero inglese di Roma.

(Biografia tratta da “Shelley, Poemetti e liriche”, Utet)

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