sabato 5 maggio 2012

Come attore maldestro

Come attore maldestro sulla scena
che per paura scorda la sua parte,
o come un iracondo traboccante di collera
cui eccesso di veemenza fa venir meno il cuore,
così io, temendo di fidarmi troppo, mi dimentico
l’esatta liturgia del rituale d’amore,
e mi sento mancare la veemenza d’amore
sotto il peso eccessivo della potenza sua:
oh, sian dunque i miei libri gli oratori
e i muti araldi del mio parlante seno,
impetrando l’amore e attendendo mercede
maggior che non la lingua che di più e meglio espresse.
     Impara a legger quello che il muto amore ha scritto:
     l’udir con gli occhi si addice all’acume sottile dell’amore.

ù

(W. Shakespeare, Sonetti)

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