giovedì 1 marzo 2012

L’amicizia

Si tratta di un contratto tacito fra due persone sensibili e virtuose. Dico sensibili perché un monaco, un solitario possono non essere malvagi, e vivere senza conoscere l’amicizia. Dico virtuose perché i malvagi hanno solo complici, i voluttuosi compagni di bagordi, gli interessati hanno dei soci, i politici radunano dei fazioni, il basso ceto degli oziosi ha degli intrighi, i principi dei cortigiani; solo gli uomini virtuosiamicizia hanno amici. Cetego era complice di Catilina, e Mecenate cortigiano di Ottaviano; ma Cicerone era amico di Attico. Che cosa comporta questo contratto fra due anime tenere e oneste? Gli obblighi sono più saldi o più deboli, secondo il loro grado di sensibilità, il numero di servizi, ecc.
L’entusiasmo dell’amicizia è stato più forte presso i greci e gli arabi che non da noi. Le storie che questi popoli hanno immaginato sull’amicizia sono mirabili; noi non ne abbiamo di simili, siamo un po’ aridi in tutto. L’amicizia era oggetto di religione e di legislazione presso i greci. […]

(Voltaire, Dizionario filosofico)

Nessun commento:

Posta un commento