sabato 31 marzo 2012

La poesia che vorrei scrivere un giorno

Mi piacerebbe scrivere, un giorno,
una poesia come nessuno ha mai scritto,
una poesia che non abbia nulla da dire,
ma che non lo dia a vedere,
una poesia che non dia consigli,
che non porti con sé alcuna verità,poesia2
che non sia zattera o àncora di nessuno,
neppure di me stesso,
ma che mi faccia soltanto passare il tempo…

Mi piacerebbe scrivere, tanto per intenderci,
una poesia che se ne stia come una mosca
sul davanzale di una casa vuota
in un bel pomeriggio d’agosto;
oppure
come il lampadario appeso nella mia stanza:
impassibile, freddo, paziente, stolido, anacronistico,
altero, come quando mi guarda dall’alto in basso
con le sue tre lampadine sporche.

Una poesia, insomma,
semplice e bella
come un bicchiere d’acqua
sul bordo di un lavandino,
che una luce soffusa rischiara
attraverso tende bianche e gonfie di vento,
mentre fuori c’ è il sole,
la gente è per strada
e tu
ancora
ti senti vivo.

(Vannuccio Barbaro, In vita postuma)

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