mercoledì 7 marzo 2012

La morte del poeta

Giaceva. Sopra i ripidi cuscini
il suo volto s'ergeva pallido di rifiuto
da quando il mondo e questo suo pensarlo
Rainer Maria Rilke (1)- scisso ormai dai suoi sensi- in grembo all'anno
indifferente era ricaduto.
Non seppe mai, chi lo vedeva vivere,
com'era in ogni cosa uno e indiviso, poiché tutto,
queste profondità con questi prati
e queste acque erano il suo viso.
Oh, il suo viso era questo spazio immenso
che ancora in lui si cerca e a lui si tende,
è la sua maschera che l'agonia dissolve
è aperta e tenera come l'interno
di un frutto che all'aria si corrompe.


(Rainer Maria Rilke, Nuove poesie)

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