domenica 5 febbraio 2012

Sogni di Pietroburgo

In passato, nella mia fantasia giovanile, amavo immaginarmi ora Pericle, ora Mario, ora un cristiano dei tempi di Nerone, ora cavaliere ad un torneo, ora EduardDostoevskij Glandering del romanzo Il monastero di Walter Scott, e tanti altri ancora. Cosa non ho sognato nella mia adolescenza, cosa non ho vissuto con tutto il cuore, con tutta l'anima, nelle fantasie dorate ed ardenti, proprio come sotto l'effetto dell'oppio. Mai nella mia vita ho avuto istanti più pieni, più sacri e più puri. Mi sono talmente perduto nelle mie fantasticherie da lasciar passare senza accorgermene tutta la mia giovinezza, e quando il destino mi ha improvvisamente sospinto nella burocrazia io... io... bè, svolgevo il mio dovere in modo esemplare, ma, appena terminate le ore d'ufficio, correvo nella mia soffitta, indossavo la mia vecchia vestaglia, aprivo Schiller ornavo, e m'inebriavo, e soffrivo le pene più dolci di tutte le delizie del mondo, e amavo, amavo... e volevo fuggire in Svizzera, in Italia, e con la fantasia vedevo Elisabetta, Luisa, Amalia.

(F. Dostoevskij, <<Sogni di Pietroburgo in versi e in prose>>, in Cronaca di Pietroburgo)

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