giovedì 16 febbraio 2012

Non chiedo che lei mi riami, chiedo di guarire

Se il ricordo del bene compiuto in passato
dà piacere al pensiero d’essere stati giusti,
di non avere mai tradito, e offeso il nome divino
per ingannare l’uomo, mai in nessun rapporto,
molte gioie t’aspettano, e per molti anni, Catullo,
per questo amore senza gratitudine.
Perché quanto gli uomini possono ad una persona
dire e fare di bene, tu l’hai detto e l’hai fatto.
Tutto è morto, donato a uno spirito ingrato.
Perché allora continui a torturarti?catullo
Perché non ti fai forte, ti stacchi da questo, ritorni,
senza essere più infelice, se gli Dei non lo vogliono?
E’ difficile, a un tratto, un lungo amore, lasciarlo.
E’ difficile, sì, ma devi farlo. E come vuoi tu.
E’ la sola salvezza. E tu devi vincere, devi.
Cerca di farlo, se puoi, e anche se non puoi.
O Dei, se è divino avere pietà, se mai soccorreste
guardatemi. Io sono infelice. E se la mia vita fu pura,
strappate questa malattia mortale,
che penetra nelle fibre acuta come un torpore
e mi toglie dal cuore tutto il gusto di vivere.
Non chiedo, no, che lei mi possa riamare,
e che diventi pura, perché non è capace;
io ho voglia di star bene, guarire dal mio tetro male.
Datemi questo, Dei, per la mia fede.

(Catullo, Carme 76)

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