domenica 5 febbraio 2012

Il sognatore

Talvolta, in caratteri assetati di attività, assetati di vita immediata, di realtà, ma deboli, femminei, delicati, nasce pian piano quella che si chiamasognatore tendenza alla fantasticheria, e l’uomo finisce col diventare non più uomo, bensì uno strano essere di genere neutro – il sognatore. […] Tipi del genere […] vivono per lo più in un profondo isolamento, in cantucci inaccessibili, quasi nascondendosi agli uomini e al mondo, e, in generale, sin dal primo approccio vi salta agli occhi anche qualcosa di melodrammatico. Sono cupi e taciturni con il loro prossimo, sprofondati in sé stessi, ma amano molto tutto ciò che è lento, leggero, contemplativo, tutto ciò che agisce dolcemente sul sentimento o risveglia delle sensazioni. Amano leggere, leggere ogni sorta di libri, anche seri, specialistici, ma, di solito, dopo la seconda o terza pagina, abbandonano la lettura perché già pienamente soddisfatti. La loro fantasia, mobile, leggiadra e volatile, è già risvegliata, l’impressione è già scattata, e tutto un mondo fantastico, con gioie, dolori, inferno e paradiso, con donne seducenti, imprese eroiche, con una nobile attività, sempre con qualche gigantesca lotta, con delitti e orrori d’ogni sorta, s’impadronisce all’improvviso di tutto l’essere del nostro sognatore.

(F. Dostoevskij, Cronaca di Pietroburgo)

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