giovedì 20 novembre 2014

Dal vetro sporco della mia auto

Bambine che si vendono sui marciapiedi.
Bambini con la mano tesa al semaforo.
Cani abbandonati.
Uomini con le tette che si esibiscono sotto i lampioni.
Uomini senza palle che vendono droga all'angolo.
Bambini nei cassonetti e immondizie per la strada.
Scippi, rapine e risse.
Ragazzini che fumano e sputano sui muri.
Vestiti tutti uguali e pensieri tutti uguali.
Ubriaconi alla guida che vanno a tutta birra.
Pensavo che lavando il parabrezza della mia auto
tutto questo sarebbe sparito.

(Arthur Rimbaud, Poesie)

Venere e Anadiomene

Come da un verde feretro di latta, una testa
dai bruni capelli esageratamente impomatati
da una vecchia tinozza emerge, lenta e ottusa,
con qualche deficienza piuttosto malmessa;

e il collo grasso e grigio, le scapole larghe
sporgenti; il dorso corto che rientra ed esce;
e i fianchi tondi che sembrano spiccar il volo;
il grasso sotto la pelle appare in piatte falde;

la schiena è un po' rossa; e tutto ha un odore
stranamente orrendo; si notano soprattutto
cose singolari da osservare con la lente...

Le reni hanno incise due parole: Clara Venus;
e tutto questo corpo si muove e porge l'ampia groppa
schifosamente bella per un'ulcera all'ano.

(Arthur Rimbaud, Poesie)

Svevo aveva ragione

Svevo aveva ragione
fuori dalla penna non c'è salvezza
diceva Svevo
e io m'accorgo
c'aveva ragione
se questa è l'unica maniera
che m'è rimasta di vivere
ben venga tale splendore
ornato di pezzi di carta
e parole venute dal cuore,
un cuore di plastica
che scioglie al sole,
auto combustibile
e pieno di vapore -
costretto a evaporare
senza alcun pudore,
lasciare il mondo
cacciato dall'amore.

Svevo aveva ragione
che quando scrivo
sento vita fluire
nient'altro in questo paradiso
mi allieta al punto da dire
che vi sia qualcosa di meglio
di migliaia di pagine da riempire,
con svaghi di realtà e di orrore
che paion fantasia
all'occhi del lettore
e che in verità
son più reali
di qualsiasi attore
che impara a memoria un copione
per compensare un vuoto interiore.

Siamo attori di noi stessi
e ci perdiamo tra i riflessi
di una falsa ambizione
costruita sulla notte
e se mi chiami per nome
allora posso dire
che mi è concesso l'onore
di portare vibrazione
un vuoto d'emozione
che parla più del sole
un'assenza, una canzone
una presenza priva di parole.

Svevo aveva ragione
non c'è salvezza senza penna
senza un cuore lacerato
che si apra alla vita
e le faccia da antenna.

(Arthur Rimbaud, Poesie)

Che in tutto fra tutte suprema sia

Che in tutto fra tutte suprema sia
la legge del mercato, che a lei devaChild_laborer
subordinarsi restando utopia
per sempre tutto quello che solleva
l'uomo da se stesso sembra alla mia
mente quasi incredibile. Ma alleva
menti per crederci l'economia
trionfante, fa che ciascuna s'imbeva
di quel credo miserabile e creda
a esso fieramente come al più santo
vangelo; e non ha scampo chi rimpianto
dell'altro s'ostina finché non ceda
di schianto il cuore a provare e di noia
trema dove per altri è ottusa gioia.

(Giovanni Raboni, Poesie)

Non sospendi un terremoto, non fermi

Non sospendi un terremoto, non fermi
la deriva dei continenti; e uguale
successo avrà chi soffre il capitale
e per avversare i suoi non eterni
né imperscrutabili disegni sale
fiducioso su navicelle inermi
contro le sue corazzate, o in interni
sabotaggi s'avventura. Eh! a che vale,
colombelle mie? Tanto durerà
quanto deve, non un giorno di meno,
a nostro cupo scorno - ma nemmeno
uno di più. La festa si farà
senza di noi, poveri untori senza
pestilenza, solchi senza semenza.

(Giovanni Raboni, Poesie)

Non di questo presente ora bisogna

Non di questo presente ora bisogna
vivere - ma in esso sì: non c'è modo,
pare, d'averne un altro, non c'è chiodo
che scacci questo chiodo. Né a chi sogna
va meglio, che le più volte si infogna
a figuararlo, e fa più groppi al nodo
se cerca di disfarlo (sta nel todo
che si crede nel nada, sempre) o agogna,
ma con che lama? troncarlo. La mente
infortunata non ha altra fortuna,
dunque, che nel pensiero? Certo a niente
più la mia si consola che se in una
deposizione o un offertorio gente
dispersa solennemente s'aduna.

(Giovanni Raboni, Poesie)

Notizia

Solo qualche parola,
solo una notizia sul rovescio del conto
sbagliato dal padrone.
Forse è tardi, può darsi che la ruota
giri troppo in fretta perché resti qualcosa:
occhi squartati, teste di cavallo,hand-325321_640
bei tempi di Guernica.
Qui i frantumi diventano poltiglia.
E anch'io che ti scrivo
da questo luogo non trasfigurato
non ho frasi da dirti, non ho
voce per questa fede che mi resta,
per i fiaschi simmetrici, le sedie
di paglia ortogonali,
non ho più vista o certezza, è come
se di colpo mi fosse scivolata
la penna dalla mano
e scrivessi col gomito o col naso.

(Giovanni Raboni, Poesie)

Il rimorso di San Giovanni Battista

Silenzio. Udite. Io annuncio la sua morte
perchè sono di fronte a voi l'autore
della sua venuta e dei suoi giorni
disastrosi. Oh fossi morto prima,
nel deserto, come muoiono i cammelli
che si fidano troppo del proprio gozzo! Io così
della mia memoria, della memoria
che Dio mi concede sulle cose future.
Io non volevo ucciderlo
ma la mia fede si è tramutata in pietra o coltello,
               [ il mio battesimo
in violento scorpione. Mi perdoni
se troppo poco ho peccato! Io fiorisco di colpa
come la Vergine è fiorita in lui
nel grembo involontario.

(Giovanni Raboni, Poesie)

Ci sono sere che vorrei guardare

Ci sono sere che vorrei guardarecity-368880_640
da tutte le finestre delle strade
per cui passo, essere tutte le rade
ombre che vedo o immagino vegliare

nei loro fiochi santuari. Abbiamo,
sussurro passando, lo stesso sogno,
cancellare fino a domani il sogno
opaco, cruento del giorno, li amo

anch'io i vostri muri pallidamente
fioriti, i vostri sonnolenti acquari
televisivi dove i lampadari
nuotano come polpi, non c'è niente

che mi escluda tranne la serratura
chiusa che esclude voi dalla paura.

(Giovanni Raboni, Poesie)

Anima, sei già stanca

Anima, sei già stanca
di far questa mia poesia?
o la forza ti manca
per vincere la nostalgia?

Certo mi fai sogghignare
se credi che la tua cantataInf._06_Mosè_Bianchi,_Paolo_e_Francesca,_1877c
non faccia proprio pensare
a nessuna canzone passata...

Pensa nello spasimo orgiastico
al Nil sub sole novi
e credi a me: il rimastico
lento degli umili bovi
è giusto che più giovi
del tuo ruminare fantastico.

Anima - piccolo specchio -
io sono già stanco di tutto;
mi sembra che tutto che tutto
sia vecchio sia vecchio sia vecchio.

(Arturo Onofri, Poesie)

Nella tua siepe c’era l’universo

O mia piccola casa di provincia
ove memorie semplici ma care
si ravvivano intorno al focolare
per colui che ritorna e ricomincia

un interrotto sogno di dolcezza;
o mia tepida casa, io ti ritrovo
come una volta in questo aprile novo,
e sempre verde il rosmarino olezza.

Son nidi ancora sotto le tue gronde,
e, nell'orto, i bei ciuffi appena in fiore
della menta e del timo hanno un odore
Napoléon_III_et_l'Italie_-_Gerolamo_Induno_-_La_bataille_de_Magenta_-_012che all'effluvio dell'anima risponde.

Caro è il murello con le vecchie crepe,
di dove, un giorno, uscivo di soppiatto
a fischiare ai ramarri o stavo quatto
a spiar la tagliola sulla siepe!

Che stupore, che gioia di scoperte
balenavano in te, mia casa, ogni alba!
Ancora sconosciuta era la scialba
nebbia che grava il mondo fatto inerte.

Ma tu sei sempre quella; è in me ch'è morto
il dolce tempo, come son diverso!
Nella tua siepe c'era l'universo,
ed ora non c'è più che un muro e un orto.

(Artuto Onofri, Poesie)

lunedì 17 novembre 2014

Lascio a te queste impronte sulla terra

Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.
(Alda Merini, Poesie)
da PensieriParole <http://m.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-95642?f=a:3457>

Solo una mano d'Angelo

Solo un mano d'Angelo
intatta di sé, del suo amore per sé,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di Angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di vita ripulsa.
(Alda Merini, Poesie)
da PensieriParole <http://m.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-100787?f=a:3457>

Superba è la Notte

La cosa più superba è la Notte,
quando cadono gli ultimi spaventi
e l'anima si getta all'avventura.
Lui tace nel tuo grembo
come riassorbito dal sangue,
che finalmente si colora di Dio
e tu preghi che taccia per sempre,
per non sentirlo come rigoglio fisso
fin dentro le pareti.
(Alda Merini, Poesie)
da PensieriParole <http://m.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-100788?f=a:3457>

Veleggio come un'ombra

Veleggio come un'ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.
(Alda Merini, Poesie)
da PensieriParole <http://m.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-101784?f=a:3457>